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Description
In questo studio abbiamo indagato la relazione tra frequenze spaziali e percezione emotiva impiegando il paradigma dei volti ibridi congiuntamente con il paradigma tachistoscopico. Volti felici, neutri, tristi e arrabbiati sono stati presentati a un gruppo di controllo e a una paziente con danno capsulo-talamico destro. Gli stimoli erano 1) volti emotivi non filtrati che sollecitano un’elaborazione esplicita, 2) volti ibridi, creati sovrapponendo le basse frequenze spaziali (LSF: 1-6 cpi) dell'immagine emotiva alle alte frequenze spaziali (7-128 cpi) della stessa identità con espressione neutra, che richiedono un’elaborazione implicita. Il compito consisteva nel valutare l'amichevolezza dei volti tramite una scala Likert a 5 punti, un indice indiretto dell'elaborazione emotiva.
I risultati rivelano pattern simili tra la paziente e il gruppo di controllo nella valutazione implicita delle emozioni. Le LSF presenti nei volti ibridi, che presumibilmente attivano la via bassa sottocorticale del modello emotivo di LeDoux, potrebbero essere sufficienti per una stima affettiva di base (valenza positiva vs. negativa), capacità che la paziente sembra aver preservato. La mancata differenziazione tra le emozioni negative implicite suggerisce che tali distinzioni sottili necessitano di un'elaborazione corticale più dettagliata, non pienamente supportata dalla via sottocorticale.
Nella valutazione emotiva esplicita, mentre il gruppo di controllo mostra un pattern di risposta differenziato in base all’emozione, la paziente presenta deficit nella discriminazione delle emozioni negative. Questo dato concorda con l'osservazione precedente, indicando che la differenziazione tra le emozioni negative richiede probabilmente un'analisi corticale più approfondita, verosimilmente mediata dalla capsula interna che nella paziente è danneggiata.