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L’uso eccessivo dei social network, l’essere sempre connessi, rappresenta un problema crescente in tutto il mondo. Un termine che si è recentemente imposto nel mondo scientifico è “nomofobia”. “Nomo” è l’abbreviazione di “no mobile”, termine che i ricercatori britannici hanno utilizzato per descrivere il terrore di non essere raggiungibile al cellulare. La dipendenza da smartphone implica notevoli rischi per la salute fisica, psichica e cognitiva dell’individuo.
Scopo della presente ricerca è quello di indagare e monitorare il fenomeno della dipendenza dai social network e dello smartphone sulla popolazione studentesca universitaria, osservando le possibili ricadute sulle componenti emotive. Il campione esaminato è composto da 255 docenti iscritti al corso TFA e da 135 studenti universitari (corsi di laurea in scienze e tecniche psicologiche e informatica). Ai partecipanti è stata somministrata una batteria di test al fine di valutare: l’autostima (Basic Self-Esteem Scale), l’autoefficacia (Di Nuovo e Magnano), l’ansia (STAI-Y), l’intelligenza emotiva (Self-Report Emotional Intelligence Test), lo stress (MSP-9), le strategie di coping: (COPE-NVI-60), la dipendenza da internet (Internet Addiction Test), la nomofobia (NMP-Q versione italiana).
I risultati ottenuti mostrano come il campione si collochi su un livello moderato di nomofobia e come esso influenzi negativamente le componenti emotive. Si rende pertanto necessario proporre degli interventi specifici al fine di ridurre gli effetti negativi e le ricadute che l’uso dello smartphone oggi ha sul benessere psicofisico e cognitivo della popolazione studentesca.