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La lettura rappresenta un’attività stimolante che, in fase di invecchiamento, può supportare il mantenimento delle capacità cognitive. La letteratura scientifica ha però ampiamente dimostrato come anche la lettura sia un processo influenzato dall’invecchiamento, necessitando di integrità sia sensoriale sia delle diverse componenti cognitive. L’obiettivo della nostra ricerca è quello di indagare se il declino della lettura con l’età possa essere addotto a componenti attentive, in particolare all’attenzione selettiva visuo-spaziale. Lo studio ha coinvolto 120 anziani neurologicamente sani (range d’età 60-88 anni) i quali sono stati sottoposti ad una valutazione neuropsicologica che valutava le abilità di lettura, il funzionamento cognitivo globale, l’attenzione, il crowding e le capacità visive. I risultati mostrano come, oltre al funzionamento cognitivo globale e alle capacità visive, anche l’attenzione, valutata con il test OORTT e il test di Stroop, sia un mediatore significativo della relazione tra età e lettura. La specifica componente di attenzione visuo-spaziale sarebbe invece un moderatore di tale relazione: in chi manifesta un peggioramento in termini di attenzione visuo-spaziale si assiste ad un significativo peggioramento della performance di lettura con l’età. I nostri risultati sottolineano come la lettura sia un processo cognitivo complesso, il cui declino è dovuto all’interazione di molteplici fattori. Il ruolo di moderatore dell’attenzione visuo-spaziale mette in evidenza anche l’importanza della variabilità che caratterizza l’invecchiamento sano.