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Description
I processi di orientamento garantiscono all'individuo di spostare l'attenzione nello spazio al fine di analizzare selettivamente e rispondere a stimoli esterni. L’attività di tali meccanismi facilita la creazione di un programma motorio anticipatorio, aumentando la prontezza ad agire e riducendo i tempi di risposta (TR) a stimoli che si presentano nella posizione attenzionata. Il presente studio ha l’obiettivo di discriminare, attraverso un task comportamentale, la componente motoria da quella attenzionale nei processi di orientamento attentivo, osservandone ortogonalmente gli effetti sui tempi di riposta nello stesso disegno fattoriale.
È stata somministrata ad un gruppo di 30 volontari sani una versione modificata del Posner task avente una freccia target orientata verso destra o verso sinistra e presentata nella parte alta o bassa dello schermo, la cui direzione doveva essere discriminata. Un cue esogeno costituito da una freccia e precedente al target, poteva apparire nella stessa (Valida) od opposta (Invalida) posizione dello schermo, elicitando un orientamento attentivo, oppure apparire in entrambe le posizioni (Neutra). Inoltre, la freccia cue poteva essere orientata nella stessa (Congruente) od opposta (Incongruente) direzione della freccia target, elicitando una programmazione motoria, oppure costituire uno stimolo non orientato (Nessuna Direzione).
Dai risultati emergono TR maggiori nei trial Invalidi-Congruenti rispetto Validi-Congruenti e TR maggiori nei trial Validi-Incongruenti rispetto Validi-Congruenti, ovvero quando è necessario, rispettivamente, solo ri-orientamento attentivo e solo ri-programmazione motoria. L’assenza di differenza tra trial Neutri-Congruenti e Validi-Nessuna Direzione suggerisce, infine, che tali processi cognitivi contribuiscano equamente nel vantaggio fornito ai TR nel rispondere in un punto attenzionato.