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L’utilizzo di una lingua straniera (LS) riduce l’emotività e incrementa i processi deliberativi rispetto alla lingua nativa (LN), favorendo decisioni e valutazioni meno influenziate da bias cognitivi (Foreign Language Effect, FLE, Keysar et al, 2012). La ricerca indaga se la LS riduce stereotipi impliciti di genere nel mercato del lavoro (gender-career bias).
Tre esperimenti sono stati condotti: Esp.1, Implicit-Association test (IAT) (N=80); Esp.2, Semantic Priming (preregistrato, N=64); Esp.3., Old-New paradigm (preregistrato, N=52), con una metà dei partecipanti che svolgeva il compito in Italiano (LN) e l’altra metà in Inglese (LS). Nomi propri (Esp.1) e volti codificabili come maschili o femminili (Esp.2 e 3) sono stati associati a nomi stereotipicamente congruenti (donna-famiglia/uomo-lavoro) o incongruenti (donna-lavoro/uomo-famiglia) con il gender-career bias. Tempi di risposta e accuratezza sono stati registrati.
In tutti e tre gli esperimenti si osserva un effetto di congruenza. I partecipanti erano più veloci e accurati nella condizione in cui nomi propri (Esp.1) e volti (Esp.2 e 3) erano associati a un nome congruente con il gender-career bias. Inoltre, risposte più lente sono state osservate nel gruppo LS (effetto di lingua). Tuttavia, l’interazione tra lingua e congruenza non è risultata significativa in nessuno dei tre esperimenti.
In contrapposizione all’ipotesi del FLE, i risultati non evidenziano una riduzione dell’implicit gender-career bias in una LS rispetto a una LN. I compiti di implicit bias testati indagano processi automatici e presentano una massiccia ripetizione di stimoli. Futuri lavori dovrebbero indagare l’influenza del contesto linguistico (FLE) in processi decisionali più deliberativi (explicit bias).