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INTRODUZIONE
Tra le abilità di computazione, il calcolo esatto rappresenta una competenza formalmente e la più indagata. L'approssimazione (es. 28+17 è < o > 50?) e la stima di grandezze (es. “Quanto è lungo un treno ad alta velocità?”) si basano invece su meccanismi sviluppati in età precoce e meno allenati nel contesto scolastico. Nonostante la loro rilevanza ecologica, i meccanismi sottostanti a tali abilità rimangono poco esplorati. I curricula scolastici e le pratiche cliniche tendono a trascurarne la valutazione, sebbene le linee guida per il curricolo scolastico e quelle cliniche ne sottolineino l’importanza. Esplorarne le differenze individuali può fornire spunti per la valutazione dell'impatto della discalculia nella vita dei giovani adulti.
METODO
Abbiamo indagato le differenze individuali nel calcolo esatto (es. 34+8?) e approssimato (es. 250+531 ≈ 760 vs 870), nella stima ecologica ("Quanto pesa una bicicletta?") e nel confronto non simbolico. Sono stati considerati come fonti di variabilità la presenza di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (es., Discalculia) e il background formativo.
RISULTATI
Emerge ampia variabilità interna. Il compito di stima risulta il più impegnativo. I partecipanti appartenenti all’area STEM e quelli con DSA mostrano prestazioni estreme e opposte. I compiti di calcolo esatto e non esatto risultano correlati, suggerendo che, sebbene stima e approssimazione non vengano formalmente acquisite, esse si fondano su abilità di calcolo formale, allenata a lungo attraverso la scolarizzazione.
CONCLUSIONI
La vita adulta richiede più del semplice calcolo esatto: spostare l’attenzione verso le competenze di calcolo quotidiano risulta cruciale per ridefinire il focus delle valutazioni cliniche.