Trieste, Italy - 21-23 settembre 2026
Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati - SISSA
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Corso in presenza e a distanza in streaming
Negli ultimi due decenni, la ricerca neuroscientifica e clinica sulle pratiche contemplative ha conosciuto uno sviluppo notevole, accompagnato da un crescente interesse per il loro possibile ruolo nella prevenzione e nel trattamento delle dipendenze. Gli interventi basati sulla mindfulness sono stati progressivamente integrati nella pratica clinica e nei programmi di prevenzione delle dipendenze, con l’obiettivo di intervenire su processi centrali quali il craving, la reattività allo stress, la disregolazione emotiva e la vulnerabilità alla ricaduta.
Parallelamente all’espansione della ricerca e delle applicazioni cliniche, è emerso un insieme sempre più complesso di questioni etiche e neuroetiche, che riguardano sia la produzione della conoscenza scientifica sia l’uso terapeutico e preventivo delle pratiche contemplative.
La School of Neuroethics 2026, che si terrà a Trieste dal 21 al 23 settembre 2026, sarà dedicata all’analisi critica di queste questioni emergenti.
Un primo ambito di riflessione riguarda la neuroetica della ricerca scientifica sulle pratiche contemplative. Le neuroscienze contemplative mirano a chiarire i meccanismi cognitivi e neurali attraverso cui le pratiche di attenzione e consapevolezza possono influenzare processi chiave coinvolti nella dipendenza, quali la reattività agli stimoli associati alle sostanze, l’elaborazione della ricompensa, il controllo esecutivo e la regolazione dello stress. Tuttavia, questa linea di ricerca solleva diverse questioni epistemologiche ed etiche di rilievo, tra cui: la definizione e la validità del costrutto di mindfulness; la difficoltà di identificare e analizzare con precisione i dati fenomenologici di prima persona e di correlarli ai processi cerebrali; il rischio di sovrainterpretazione neuroscientifica (neurohype); i problemi legati alla replicabilità; la trasparenza nella comunicazione dei risultati scientifici.
Un secondo fuoco della discussione concerne le implicazioni etiche dell’applicazione clinica delle pratiche contemplative nel trattamento e nella prevenzione delle dipendenze. Le pratiche contemplative sono spesso proposte come strumenti di autoregolazione mentale capaci di ridurre il craving e i comportamenti automatici. Tuttavia, la loro implementazione solleva una serie di questioni importanti, tra cui quelle relative alla sicurezza e ai possibili effetti avversi; alle possibili conseguenze sugli atteggiamenti e sui comportamenti verso stimoli che richiedono un coinvolgimento funzionale, in particolare se la neuroplasticità indotta dalla mindfulness possa ostacolare il passaggio dall’osservazione non reattiva alla risoluzione attiva dei problemi; alla vulnerabilità dei pazienti; alle condizioni necessarie per un consenso realmente informato in persone con dipendenza; e all’equità e inclusività dei trattamenti basati sulla mindfulness.
Una sessione dedicata sarà riservata a un’analisi comparativa tra pratiche contemplative e approcci di auto-aiuto basati sul programma dei 12 passi, originariamente sviluppato dagli Alcolisti Anonimi. La sessione esplorerà somiglianze, differenze e possibili sovrapposizioni tra questi modelli, concentrandosi in particolare sui correlati neurali dei processi cognitivi, emotivi e motivazionali, nonché sulle trasformazioni della consapevolezza di sé e dell’identità personale coinvolte nei percorsi di recovery. Un’attenzione specifica sarà rivolta alle implicazioni neuroetiche di questi modelli, compresi i loro quadri normativi impliciti, il loro impatto su agency e responsabilità e il loro ruolo nel plasmare forme di soggettività nel recupero dalla dipendenza. La sessione includerà inoltre contributi di membri degli Alcolisti Anonimi, che condivideranno la loro prospettiva esperienziale e dialogheranno con ricercatori e clinici.
La Scuola affronterà inoltre il rapporto tra pratiche contemplative, autonomia personale e responsabilità nella dipendenza, esaminando come le pratiche contemplative - quando vengono utilizzate come tecniche di autoregolazione mentale separate dai quadri etici entro cui si sono originariamente sviluppate - possano influenzare i processi decisionali, l’agency e le capacità di controllo in individui che vivono in condizioni di vulnerabilità psicologica e sociale.
Oltre alle sessioni teoriche, il programma includerà componenti esperienziali, con pratiche contemplative guidate seguite da discussioni di gruppo strutturate, finalizzate a riflettere criticamente sull’esperienza soggettiva alla luce dei quadri neuroscientifici e neuroetici.
Attraverso lezioni, seminari e discussioni interdisciplinari, la School of Neuroethics 2026 riunirà neuroscienziati, filosofi, psicologi, psichiatri, specialisti in medicina delle dipendenze e studiosi di neuroetica e bioetica, al fine di promuovere una riflessione scientificamente rigorosa e criticamente informata su questi temi.
In un contesto in cui le pratiche contemplative stanno assumendo un ruolo sempre più significativo nella salute mentale e nella medicina delle dipendenze, la riflessione neuroetica diventa essenziale per orientare la ricerca e le applicazioni cliniche e preventive verso forme di utilizzo scientificamente fondate, eticamente responsabili e socialmente consapevoli.
La School of Neuroethics 2026 intende offrire un forum internazionale di dialogo critico sul futuro delle neuroscienze contemplative e sul loro ruolo nella comprensione e nel trattamento della dipendenza.
Relazionale operativo
Le pratiche contemplative mostrano evidenze di efficacia craving, stress, regolazione emotiva, attenzione, sensibilità interocettiva e controllo esecutivo, ma è necessario valutare criticamente condizioni, limiti e implicazioni etiche della ricerca e del loro trasferimento alla clinica delle dipendenze.
Occorre interrogare validità dei costrutti, rapporto tra esperienza in prima persona e marcatori neurali, sicurezza, consenso informato, equità di accesso e impatto su regolazione emotiva, autonomia, agency e responsabilità. Una prospettiva originale sarà il confronto tra pratiche contemplativa e programma dei 12 passi: entrambi mobilitano disciplina dell’attenzione, ristrutturazione dell’identità personale, pratica della spiritualità, ponendo questioni analoghe epistemiche, di normatività, vulnerabilità e uso clinico.
Temi, contenuti e attività esperienziali
- Temi: neuroetica della ricerca e dell'utilizzo terapeutico delle pratiche contemplative; autonomia, agency, ristrutturazione dell'identità e dello stile di risposta emotiva, responsabilità, equità, sicurezza; confronto col metodo dei 12 passi.
- Contenuti: effetti su craving, stress, reattività agli stimoli associati, regolazione emotiva e controllo esecutivo; validità dei costrutti; rapporto tra dati fenomenologici e neurali; rischio di neurohype possibili rischi di eventi avversi, consenso informato; analogie con i 12 passi su ristrutturazione dell'identità narrativa e trasformazione del sé.
- Attività esperienziali: pratiche guidate; micro-analisi dell'esperienza soggettiva; discussione di casi clinici e vignette etiche; confronto strutturato tra pratiche contemplative e 12 passi; lavoro interdisciplinare con ricercatori, clinici e persone in recupero.
L'evento è organizzato da:
Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali e Umanistiche della SISSA - Trieste
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In collaborazione con:
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